VERONA STONE DISTRICT, UN FUTURO CONDIVISO

Verona-Stone-District

VERONA STONE DISTRICT, UN FUTURO CONDIVISO

La nostra cena annuale di fine anno ci ha visti ospitare un evento a cui tenevamo particolarmente. “Verona Stone District: la nostra identità”, ovvero una piacevole chiacchierata sul nostro futuro.
Durante la serata, abbiamo ribadito la nostra adesione alla diffusione del nuovo marchio Verona Stone District: un percorso comune e condiviso con tutti gli attori della filiera del marmo e della pietra naturale del veronese.

Qui sotto, trovate l’articolo pubblicato sull’Arena del 9 dicembre 2017, a firma di Andrea Lugoboni.

“MARMO, MARCHIO UNICO PER IDENTIFICARE LA FILIERA.
Può esistere un brand unico che rappresenti il marmo veronese? È stata la questione al centro dell’incontro «Verona Stone District: la nostra identità», moderato da Davide Rossi, tenutosi giovedì sera all’hotel SHG Catullo a Verona. Verona Stone District, www.veronastonedistrict.it, è il nuovo soggetto presentato a Marmomacc 2017, il salone mondiale del settore litico che si è svolto a Verona, che si candida a rappresentare tutta la filiera del marmo veronese. In parte una missione di continuità con il Centro Servizi Marmo, attualmente in liquidazione, ma in realtà qualcosa di più. Di fronte a una platea di imprenditori, Filiberto Semenzin presidente del Centro Servizi Marmo di Volargne, ha descritto l’obiettivo intorno al quale tutti i relatori si sono detti d’accordo: «Affrontare insieme e non più da soli le sfide del mercato internazionale lapideo, dove nuovi e aggressivi concorrenti si sono affacciati», come Cina e Turchia per dirne solo due dei maggiori. E allora, promuovere un unico marchio targato Verona può fare la differenza per tutti.

LE CARATTERISTICHE. Federica Piran di KW Forester Italia, azienda di consulenza sui temi dell’internazionalizzazione, ha sottolineato che «per costruire programmaticamente percorsi di crescita nei mercati esteri è necessario saper raccontare la peculiarità del made in Verona. Soprattutto ai clienti dei Paesi emergenti, dove accanto a culture diverse e alla parziale ignoranza del prodotto, c’è anche grande curiosità nei confronti del design italiano e delle sue particolarità». Oltre a spiegare la qualità della merce, dunque si tratterà di raccontare la tradizione del territorio veronese.

NON SOLO MARKETING. «Ma non si tratta soltanto di fare marketing (un’operazione a lungo termine). Altrettanto importante è parlare con una voce unica di fronte alle istituzioni: per quanto riguarda la legislazione delle cave e questioni di sostenibilità ambientale, ma anche per ottenere possibili finanziamenti», lo sostiene Francesco Antolini presidente della Antolini Luigi & C spa, assente all’incontro per impegni personali, ma protagonista con la sua azienda del distretto veronese e anche di questa nuova iniziativa, alla quale partecipano come attori importanti anche la scuola del marmo di Sant’Ambrogio Paolo Brenzoni e VeronaFiere, rappresentata ieri dal direttore commerciale Diego Valsecchi. «Noi garantiamo come sempre la presenza di grandi buyer esteri a Marmomacc», ha dichiarato Valsecchi, «tuttavia ci vuole un brand unico per proporgli il nostro territorio. E questo necessita di investimenti». Con 68 aziende attive nell’estrazione di pietra, argilla e sabbia e 473 nel taglio modellatura e finitura di pietre «serve un organo di regia per i mercati stranieri, noi da soli non abbiamo tempo perché impegnati già nelle attività produttive» ha infine commentato Renato Dal Corso, presidente del Consorzio Marmisti della Valpantena.”

Per gentile concessione della Società Athesis S.p.A © Riproduzione riservata

Condividi il post