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Il Consorzio Marmi Valpantena nasce nel 1984 con lo scopo primario di risolvere i problemi legati allo smaltimento dei limi derivanti dalla lavorazione del marmo e del granito. 

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Una storia di pietra chiamata Valpantena

La valpantena, la più centrale delle valli Lessiniche, è una storia di pietra che possiamo far partire dal Giurasscio quando 120 milioni di anni fa, "appena dopo" che la massa unificata della terra si era suddivisa nei continenti, i massicci antichi restano emersi, e tanta parte d'Europa è circondata da grandi bacini marini.
Ne sono muti testimoni i calcari grigi conchigliferi di Naviglio, quelli oolitici coralliferi e quelli rosso mattone, rosati e bianchi che oggi vengono chiamati "Rosso ammonitico".
Il Cretaceo, medio e inferiore, lascia in Valpantena il calcare marnoso che oggi chiamiamo "Biancone", mentre il Cretaceo superiore lascia ampie lastre sottili di roccia sedimentaria marina denominata "Scaglia veneta".
I calcari molto ricchi di fossili sono un dono dell'Eocene e "venendo a noi" il Pleisotcene e l'Olocene (1.400.000 anni fa) lasciano in Valpantena lembi di paleosuolo, coperture moreniche, colluviali e detritiche.

Grandi e intermedie glaciazioni a parte, si fa per dire, anche in Valpantena l'uomo "moderno" comincia il suo dialogo con l'eredità di pietra ricevuta dalla natura. In molti luoghi della vallata e del sisitema lessinico in cui essa di collega, è documentata l'attività tecnica ed artistica dei nostri antenati, ma forse, tra le tante, primeggia l'insieme di prove lasciate da una comunità che si era installata al "Riparo Tagliente" circa 300 secoli fa: bulini, grattatoi, becchi, punte e lame di selce, sone a focolai, zone di conservazione eraccolta del cibo, zone di lavorazione della selce (vere e proprie officinie litiche all'esterno del riparo) e, quel che forse più commuove, come testimonianza di vita spirituale di quegli uomini, la sepoltura di un giovane, coperta con una pietra incisa raffigurante una leonessa.
L'età del rame, del bronzo e del ferro, lasciano minimissmime tracce in Valpantena, mentre continuano numerose ad apparire lavorazioni coeve in selce. questo attaccamento prevalente degli uomini della Valpantena alla pietra, dura fino all'arrivo dei Romani e quando questi procedono  alla loro lenta ma sistematica opera di civilizzazione, anche la vallata acquisirà culture e tecnologie che faranno diorire lavorazioni anche su altri materiali (tessitura, arte vasaria, oepre musive, ecc.).
Resta comunque un fatto: Vlalpantena "da sempre" ha un naturale rapporto con il mondo delle pietre.