Il consorzio
I Prodotti
Un consorzio per il ritorno della Pietra
"Dopo l'eclissi tardo modernista che aveva privilegiato i nuovi materiali e inseguito improbabili virtuosismi tecnologici, la pietra ha avuto la sua nuova epifania all'inizio degli anni Ottanta in un'opera manifesto: la Staatsgallerie di Stoccolma di Stirling & Wilford", scirve l'architetto Vincenzo Pavan presentando le opere vincitrici del Premio Internazionale "Architetture di Pietra" 1993.
E in una precedente edizione del medesimo premio internazionale egli ancora affermava che "il dominio incontrastato del cemento armato, del ferr, del vetro e di altri materiali sembrava avviato ad un rapido declino", perché "da una parte s'è visto che questi materiali sono soggetti a processi di degradazione non solo superficiale" che li penalizza sotto il profilo tecnico-economico e dell'aspetto estetico, " e dall'altro è entrato in crisi il carattere consumisitico ed effimero assunto dall'architettura tardo modernista e con essa la stessa materialità con cui si esibiva". "In particolare - concludeva - la pietra sta assumendo per la sua nobiltà, espressività e durevolezza, un ruolo primario nella nuova architettura".
Anche Paolo Portoghesi, nel quandrimestrale da lui diretto "Materia", ha recentemente scritto che certe battaglie sono state superate, citando l'esempio di quei sostenitori della supremazia degli "spazi interni" rispetto all'"involucro" che erano addirittura giunti "ad escludere dalla categoria dell'architettura il tempio greco"!
Sembra dunque che i dogmi estetici e costruttivi che via via hanno percorso l'architettura dall'inizio del secolo - dall'estremismo razionalista all'utopia dell'International Style - siano definitivamente tramontati.
Il Consorzio Val di Pan nasce quindi in tempi propizi all'impiego di marmi e graniti, mentre l'arte del costruire riallaccia armonia tra liunguaggi architettonici e linguaggi materici, non solo per piccole strutture, ma anche per grandi opere pubbliche o private, non dolo per l'edificio, le sue funzioni e i suoi simboli, ma anche per gli spazi urbani in cui esso sorge e si giustifica ed ai quali si coordina.
E in una precedente edizione del medesimo premio internazionale egli ancora affermava che "il dominio incontrastato del cemento armato, del ferr, del vetro e di altri materiali sembrava avviato ad un rapido declino", perché "da una parte s'è visto che questi materiali sono soggetti a processi di degradazione non solo superficiale" che li penalizza sotto il profilo tecnico-economico e dell'aspetto estetico, " e dall'altro è entrato in crisi il carattere consumisitico ed effimero assunto dall'architettura tardo modernista e con essa la stessa materialità con cui si esibiva". "In particolare - concludeva - la pietra sta assumendo per la sua nobiltà, espressività e durevolezza, un ruolo primario nella nuova architettura".
Anche Paolo Portoghesi, nel quandrimestrale da lui diretto "Materia", ha recentemente scritto che certe battaglie sono state superate, citando l'esempio di quei sostenitori della supremazia degli "spazi interni" rispetto all'"involucro" che erano addirittura giunti "ad escludere dalla categoria dell'architettura il tempio greco"!
Sembra dunque che i dogmi estetici e costruttivi che via via hanno percorso l'architettura dall'inizio del secolo - dall'estremismo razionalista all'utopia dell'International Style - siano definitivamente tramontati.
Il Consorzio Val di Pan nasce quindi in tempi propizi all'impiego di marmi e graniti, mentre l'arte del costruire riallaccia armonia tra liunguaggi architettonici e linguaggi materici, non solo per piccole strutture, ma anche per grandi opere pubbliche o private, non dolo per l'edificio, le sue funzioni e i suoi simboli, ma anche per gli spazi urbani in cui esso sorge e si giustifica ed ai quali si coordina.
